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La storia è nel titolo


Mi sono divertito a utilizzare i TITOLI di film più o meno famosi, inserendoli in grassetto, per creare una storia di pura fantasia. L'atmosfera è quella di un film a metà tra il Noir, il Thriller e il Gangster movie.
Buona lettura!

C'era una volta in America, un uomo un po' strano che era sempre al limite quasi sempre a tre passi nel delirio, il suo nome era Donnie Darko. Quelli erano tempi duri, erano tempi moderni e Donnie viveva da solo a Manhattan vicino la fabbrica di cioccolato.
Da anni era senza la famiglia, un vero sopravvisuto, perchè la madre lo aveva lasciato per sempre, morta di overdose quando lui era piccolo.
Donnie era anche chiamato dai quei bravi ragazzi del quartiere, il re per una notte, perchè una sera durante un temporale, cantando sotto la pioggia, sembrava essere il cavaliere oscuro, che viaggiava come un toro scatenato. Era un ribelle, aveva in se una sorta di seme selvaggio, che lo portava quasi a volare tra le nuvole con le ali della libertà.
Proprio in quell'episodo divenne un vero mito, Donnie l'immortale perchè era costantemente via col vento alla ricerca della felicità, cercava sempre il lato positivo delle cose era un tipo curioso, sempre interessato alle vite degli altri.
Il suo mestiere era fare il taxi driver.
Un giorno come tanti andò a trovarlo, presso l'appartamento in cui viveva, Lucy, la sua unica amica, donna elegante, che indossava spesso un abitino lungo di velluto blu. Lei era la personificazione della grande bellezza. Ogni volta che lui la vedeva si sentiva molto forte, incredibilmente vicino all'estasi, era sempre tre metri sopra il cielo, queste erano le conseguenze dell'amore non detto.
Lucy era una donna molto educata e affettuosa, ma soprattutto bella da morire. Era chiamata la signora del venerdì perchè ogni volta in quel giorno, andava regolarmente a sostenere i più bisognosi incoraggiandoli e trasmettendo loro un unico messaggio: “non temete, nonostante tutto aldilà dei sogni infranti: la vita è bella !” .
L'unico vero problema di Lucy era essere figlia di Tommy, che lei stessa chiamava il grande dittatore, un malavitoso detto lo squalo, lui era il terzo uomo in ordine di potere in città sotto il comando di Bronson: il padrino di New York un vero nemico pubblico. Tommy era un uomo pieno di orgoglio e pregiudizio.
A quell'epoca la vita era piena zeppa di criminalità dove i soliti sospetti, dei veri bastardi senza gloria, conducevano lotte intestine e guerre stellari tra bande ed era sempre a causa loro che nacque il detto: la morte corre sul fiume, senza tregua, dal tramonto all'alba. Ed era proprio nel fiume che buttavano i cadaveri che si depositavano sul fondo e diventava di un profondo rosso. Erano assassini nati, gli intoccabili, delle vere e proprie mine vaganti.
Tutti gli uomini di Tommy facevano parte del gruppo denominato il mucchio selvaggio ed avevano un vero e proprio dominio in tutti i territori della città.
Quando passavano loro, come era solito dire qualcuno, “gli animali notturni”, la strada diventava deserta, un viale del tramonto tutto si trasformava in cenere perchè era così che agivano era così che “l'impero colpisce ancora”.
Donnie era un visionario e aveva lo spirito de il cavaliere solitario però nutriva quell'odio assoluto verso Tommy e sperava un giorno di eliminarlo facendosi giustizia privata ottenendo così la sfida del samurai per raggiungere con onore la scala al paradiso e finalmente realizzare il suo desiderio più grande, la grande fuga con Lucy.
Donnie attendeva il momento propizio.
Ma l'impresa non era semplice, la cosa difficile erano quegli uomini, dei veri balordi, feroci come le iene, anche se superavi la sottile linea rossa eri comunque spacciato ! Quindi il dubbio in lui era grande, doveva muoversi come l'uomo nell'ombra.
Tra l'altro, dopo un viaggio a Tokyo, la banda era entrata in un intrigo internazionale che li aveva fatti diventare alleati del boss Akira leader indiscusso della yakuza giapponese quindi ora erano diventati ancora più potenti.
Era loro modo di dire : “se mi lasci ti cancello”.
Quel giorno però arrivò e la resa dei conti era alle porte. Donnie riuscì a fissare un incontro con Tommy, dovevano vedersi alle 9,00 per fare la colazione da Tiffany, un elegante bar sulla Quinta Strada. Donnie riuscì a convincere Tommy perchè doveva proporgli un grande affare quella che definì la migliore offerta.
Al tavolo era presente solo il temibile boss, in piedi accanto a lui, due dei suoi migliori gorilla. L'uomo indossava un completo grigio e appena lo vide si alzò in piedi ed esordì “ma che bella sorpresa, allora a qualcosa di buono servi!
Donnie rabbrividì rimanendo bloccato, era come incastrato dalle sabbie mobili che lentamente lo trascinavano giù, voleva solo uscire via dall'incubo che lo attanagliava maggiormente, la paura che potesse succedere qualcosa di brutto a Lucy.
Donnie riprese a respirare e senza sorriso annuì prendendo posto.
Tommy si era accorto di quel suo strano atteggiamento e disse: “che brutto muso dai, lasciati andare”.
La conversazione tra i due andò avanti in una zona d'ombra ma senza problemi, alla fine arrivarono all'accordo: dovevano fare un incontro ad alto rischio in Germania con la famiglia mafiosa per acquistare una partita di droga sintetica, questi giochi di potere erano come una bomba ad orologeria era estremamente pericoloso perchè si rischiava di fare un duello a Berlino, un vero duello mortale.

Luca Mazzara

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  • Solo, nel buio della sala, ti senti inerme e discinto ma proprio allora, indebolito, la proiezione ti dona conferme. - - CinElogio
  • L'esistenza scorrerà cogliendo ogni respiro, assorbendo dall'istante l'istante. - - Reminescenza
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